Le chiedeva l'incoscienza dell'amante, l'arrivare come un personaggio felliniano la floridezza dei seni, l'allegria intrigante la follia rossa dei sensi, quella della mano.
Lei sapeva in anticipo di questo amore le carte truccate, i silenzi di lui, dopo, i ritorni all'identità del grigiore, l'addolorarsi senza uno scopo.
Ma-ciò nonostante-. la casa lungo il fiume cominciò a chiudere a nido le imposte, ad accogliere i loro corpi nudi trasparenti nei meriggi, fuggitivi come il barlume degli occhi, in ricerca di risposte.
Si bevvero da carnosi calici e brindarono a mille conclusioni ma non trovarono alcuna fine -nessuna delle improbabili foci- perché li deliziava il tormento di essere felici.
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